Non vogliamo turbare nessuno, ma nell’immagine in alto possiamo purtroppo notare come una banalissima nocciolina sia stata causa di morte per soffocamento di un bambino. Nella trachea, in prossimità della biforcazione dei bronchi, è ben visibile un’arachide, finita accidentalmente nelle vie respiratorie anziché nell’esofago.

Il soffocamento in età pediatrica

Il soffocamento in età pediatrica, è uno dei maggiori problemi che ancora, al giorno d’oggi, colpisce tante famiglie in Italia e nel mondo. Solo nel nostro Paese, le morti in età pediatrica ( dalla nascita alla pubertà), si aggirano intorno ai 50 casi annui e molto spesso tali tragedie sono “figlie” di una mancata prevenzione durante i momenti del pasto o della quotidianità più in generale.

Un dato ancor più allarmante, riguarda la percentuale dei casi di morte per soffocamento: se negli adulti risulta presente, ma con una casistica molto bassa, è altrettanto verificato che andando a ritroso con le fasce d’età, ci troviamo di fronte al 5 % circa tra i 14 ed i 10 anni, circa l’11 % tra i 9 ed i 5 e soprattutto al dato più allarmante del circa il 25 % di morte per ostruzione delle vie aeree, seppur considerato all’interno della macrocategoria delle morti accidentali.

In tal senso, il concetto di prevenzione del soffocamento in particolare, ma più in generale poter creare un ambiente, una realtà a misura di bambino, cercando di eliminare i rischi a tavola, mentre dorme, mentre serenamente vive la propria quotidianità, è una missione che da molto tempo desideravamo intraprendere e che ora grazie alla riorganizzazione dei nostri spazi didattici sarà possibile proporre con sempre maggior costanza ed efficacia, visto anche come una precoce capacità di intervento, soprattutto nei primi istanti, può portare ad una possibilità di riuscita con percentuali davvero altissime stimate attorno al 98%.

Volendo in sintesi “rubare” un motto che si applica in altra situazione d’emergenza, anche nel caso di soffocamento completo, “TIME IS BRAIN”, in quanto, un mancato flusso di ossigeno al cervello, cosa che pure una ostruzione come un arresto cardiaco può causare, non ci può lasciare inermi né inerti, ma farci gestire in maniera consona le prime e più importanti fasi di intervento.

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